Alessio Virgili

le scelte rendono liberi

Author: Letizia Strambi

Il mondo ci guarda

5 stelleRicevere i complimenti di Adinolfi dovrebbe preoccupare il Movimento 5 Stelle. Sono cose gravi, lo ha detto pure Pietro Grasso, il nostro presidente eroe antimafia, a Giovanardi: “le sue offese sono medaglie per me”. Quindi i complimenti di Adinolfi dovrebbero essere dei Razzie Award.
Per me è incomprensibile come si siano rovinati in questo modo, la valanga di voti presi per la promessa di onestà non compiuta e propositiva. Erano “il nuovo che avanza contro la Casta”. Oggi si attaccano a un inciucio da prima e seconda Repubblica, favorendo l’ostruzionismo della Lega con manovre di cui sarebbe indegno Fanfani. Piccolezze (appunto), quisquiglie incomprensibili per il mondo che ci sta guardando. Ma questi politici si accorgono quante persone nel mondo del livello di Julian Moore, Barack Obama, Al Pacino hanno mandato messaggi per il ddl Cirinnà. Dall’IGLTA, un’associazione industriale potentissima, è arrivato un sostegno che coinvolge aziende come Hilton, Radisson (per dirne un paio)
La gente semplice non sa di canguri, ma capisce che una minoranza cui è negato un diritto che è di tutti non può giocarsela con queste scorrettezze.
Come i processi che si chiudono per prescrizione, queste storie sono teatrini inspiegabili all’estero. Vergogne tutte nostre, italiane.
Che uno sia dell’una o dell’altra squadra, quando i calciatori traccheggiano per non giocare, quando evitano di segnare il proprio gol perché rischiando di riceverlo, al solo scopo di far perdere l’altro, più che di vincere, ecco… Questo è uno spettacolo che non piace a nessun pubblico, nemmeno quello avversario.

Sono Felice

sanremo-pride-744x445“Vergognatevi. Se in Italia abbiamo ancora molti problemi con l’omosessualità è anche grazie a questi tipi di pubblicità che sfruttano l’immagine dei gay senza dare nulla di visibilità autentica”.
Questo il commento dell’editore di una storica rivista gay  sotto lo spot  Findus ( vi ricordate? il primo che parlava apertamente di una coppia gay), In questi giorni di Sanremo mi sembra stia accadendo lo stesso.  A volte faccio veramente difficoltà a far accettare eterosessuali che lavorano con me o a trovare una sponda nel mondo lesbico o transessuale che mi onoro di rappresentare a livello internazionale. Una volta dei miei conoscenti gay si sono rivolti a una donna di una delle più importanti agenzie di comunicazione di Milano che si occupava di statistiche di mercato LGBT internazionale, chiedendole se lei fosse, nella sua imperfezione, “una donna biologica”.
E’ tutta la vita che mi confronto con le istituzioni e l’associazionismo industriale, faccio il doppio della fatica, come ogni minoranza, per rendermi credibile, per farmi ascoltare, mentre al mio fianco vedo presentarsi persone con il tanga leopardato e l’olio sugli addominali, ostentando la ricerca di una distanza che io mi impegno ad accorciare.
Ho fondato una rivista gay, Qmagazine, incentrata sul turismo distribuita nel mondo in 50 paesi e tutti la possono leggere e sfogliare senza imbattersi in immagini simil-porno, trovandovi invece moda e uomini e donne come Sandra Bullock, Oliver Stone, Alex Britti, racconti storici su Alessandro Magno e Efestione, quadri che raccontano la rivoluzione di Frida Kahlo, foto dei viaggi di Salgado.
Ho fondato, con le persone che mi sono intorno, etero e gay, persone e basta, diverse società, in particolare una: Marketing Unique Solution, nata proprio per portare anche in Italia quello che all’estero è una realtà comprovata: un advertising dedicato per il segmento di mercato LGBT.
Lo sapete che c’è una 500 Fiat per questo mercato presentata a Madrid ma non in Italia? Perché nessuno fa quello che ha fatto Findus fino a ieri? La paura di ricevere insulti. Come noi li riceviamo ogni volta che facciamo uno spot per le nostre aziende del turismo. Sono  amareggiato quando vedo che i cantanti che indossano fiocchi arcobaleno sono vilipesi da moltissime persone per questa scelta, ma la più grande ferita viene proprio dalla presa di posizione di una parte del mondo gay stantia e irriducibile.
Sono ormai tante ersone che li biasimano nei commenti, che gridano “basta” pubblicamente.
Allora mi sono accorto che non sono più solo in questa battaglia.
Ho capito che se la più grande associazione di aziende del turismo LGBT nel mondo mi ha nominato ambasciatore dell’anno lo scorso anno, è perché sa che l’Italia sta cambiando, e perché sa che l’Expo2015 ci ha portato un vento di apertura, ci ha portato  nel mondo al pari degli altri, senza gli insulti per un coming out di fronte a un piatto pronto, senza che la cinquecento gay style sia venduta ovunque ma non qui, senza che ci sia bisogno di un Elton John per dire che per i figli sono figli dell’amore.
E’ una lotta durissima, ma ho fatto tutto questo prima di trenta anni con una manciata di persone che credevano in questo cambiamento. Ora vedo che sono migliaia, etero, gay, lesbiche -sì le lesbiche che scansate da anni e io voglio abbracciare – trans, famiglie… e tutti come siete. Vedo che gridate come me: ce la possiamo fare se non sputate sulla mano tesa. E sono felice.

#svegliaitalia te lo dice il mondo

igltaQuello che facciamo in Italia, non passa inosservato nel resto del mondo. Molte imprese gigantesche, compagnie aeree, catene alberghiere, attraverso l’IGLTA guardano a quello che accade nella nostra politica, nella società perché questo ha dei riflessi immensi sulla nostra economia.  Ovviamente questo non ha solo valore economico, ma civile, e lo sanno bene coloro che prima di noi hanno combattuto le nostre stesse battaglie. Volevo quindi ringraziare per il messaggio i rappresentanti dell’industria del turismo della Florida, dell’Argentina, della Repubblica Ceca e da tutto il mondo.

Grazie dunque a John Tanzella LoAnn Halden (Communications Director IGLTA), Keith Hickman (Office Manager IGLTA), Toni Reckley (Marketing Assistant IGLTA), Alfredo Ferreyra (Argentina IGLTA Ambassador), Petr Prokopík (IGLTA Czech Republic Ambassador)

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