Penso che l’economia sia la porta attraverso cui passare per raggiungere i diritti. Il fatto che le persone LGBT, paghino le tasse, lavorino, producano e, soprattutto, facciano scelte di acquisto, le rende del tutto uguali a tutti i cittadini del mondo.

Per cretgeare un’offerta per un mercato bisogna, prima di tutto, conoscerlo. Questa stessa conoscenza aprirà le menti, e ci libererà dai pregiudizi, dagli stereotipi. Per questo il mio attivismo è incentrato sull’economia aziendale, e le associazioni in cui opero con le mie aziende, principalmente si occupano di mercati, finanza, e riservano altri ambiti ai diritti.

Come imprenditore e gay scelgo, se posso, sempre aziende che mi scelgono, che sanno come accogliermi, invogliarmi all’acquisto del  loro prodotto perché hanno una filosofia che non mi discrimina. Allo stesso modo il mio staff è composto di personale eterosessuale,  o gay, o lesbico o trans. Quella sulla sessualità è una domanda che non faccio mai a un colloquio di lavoro.