L’ENIT ha reso noti i risultati elaborati dall’ONT sui dati ISTAT circa le presenze turistiche in Italia nel 2015 e nel primo quadrimestre 2016.

Ciò che balza subito all’occhio è la diminuzione degli arrivi italiani e stranieri (-1,5%) nel nostro Paese e il leggero, se non impercettibile, aumento delle presenze (+0,9% complessivo) nei primi mesi del 2016 in completa controtendenza rispetto al 2015 che invece aveva registrato solo segni positivi e di buona consistenza.

Complice certamente anche il fattore “terrorismo” che ha provocato un brusco arresto delle partenze in tutto il comparto turistico europeo.

Un dato meno incoraggiante è il calo del numero di turisti americani che hanno scelto l’Italia nel 2015 scendendo al quarto posto dopo Germania, Francia e Regno Unito registrando una diminuzione del -3,1%. Un dato da non sottovalutare soprattutto per l’indotto che questi turisti generano essendo comunque al secondo posto per spesa turistica in Italia con 4 milioni di euro nel 2015, in aumento nel 2016.

L’Italia resta anche nel 2015 sotto la prima posizione come destinazione per arrivi turistici in Europa subito dopo Spagna e Francia nonostante  l’importante e variegata tradizione enogastronomica e i tanti paesaggi che, dal mare alla montagna, non hanno nulla da invidiare ai tanti paradisi d’oltre oceano.

Forse però il nostro Bel Paese non è più attrezzato e capace, visti i così tanti anni di disinteressamento da parte della classe dirigente, ad accogliere turisti che oggi sono sempre più esigenti, ma soprattutto non è più in grado di creare le condizioni affinché il turista scelga di tornare più volte in Italia come accade in altre destinazioni europee.

Quando finalmente l’Italia comprenderá che la propria economia deve basarsi principalmente sull’attività turistica e non metalmeccanica o industriale che poco ci appartiene visto che non possiamo competere in questi settori su economie di prezzo ma solo su prodotti di qualità che però oggi giorno trovano poco spazio in una economia così globalizzata e basata sul prezzo basso e poco orientata alla qualità. Il turismo invece può ancora rappresentare l’unico vero volano per la nostra economia.

Purtroppo la politica e la classe dirigente, dai sindacati alle associazioni di categoria, non sono riuscite a speculare sul Turismo a differenza degli altri settori economici in cui corruzione e malaffare hanno trovato l’habitat ideale e per questo lo hanno pian piano tralasciato smembrandolo in competenze regionali e comunali, mortificando il settore relegandolo in una semplice delega senza portafoglio ad un ministero che nemmeno porta il suo nome.

Eh già perché, come mi disse un importante assessore al turismo del Comune di Roma durante la giunta Alemanno, Roma così come l’Italia in genere non ha bisogno di promozione o innovazione in campo turistico perché è una meta ambite dai turisti già solo per la presenza del Colosseo.