Alessio Virgili

le scelte rendono liberi

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Botta e Risposta sul Turismo LGBT in Italia – Risponde il Presidente AITGL

Alla Cortese Attenzione

Ministro dei Beni e delle

Attività Culturali e del Turismo

Onorevole Dario Francescini

 

P.c.  

Sottosegretario al Turismo

Onorevole Dorina Bianchi

 

P.c.

C.a. del Direttore Vogue Italia

Dott. ssa Isabella Menichini

 

 

 Oggetto: Botta e Risposta sul Turismo LGBT in Italia

 

 

Carissimi,

In qualità di Presidente dell’Associazione Italiana del Turismo Gay e Lesbian (di seguito AITGL), nonché Ambasciatore dell’associazione Internazionale del Turismo Gay e Lesbian (di seguito IGLTA), membro dell’UNWTO, ho sentito il dovere di scrivervi dopo aver letto il botta e risposta avvenuto attraverso le pagine ed il sito di Vogue Italia sul turismo LGBT.

 

Premetto che, mia opinione personale, ho apprezzato molto da cittadino e da imprenditore come questo governo e nello specifico il dicastero da Lei guidato, caro Ministro Franceschini, stia ponendo una notevole attenzione al turismo in Italia.

 

Venendo al tema in oggetto, il Turismo LGBT rappresenta, così come altre tipologie di turismi, da quello religioso a quello sportivo, una delle varie forme in cui il turismo tradizionale si è evoluto negli anni. Oggi non si può parlare più di “turismo” ma bensì di “turismi e turisti”. E’ ben lontano oramai il concetto di turismo organizzato e standardizzato che abbiamo conosciuto nei primi anni settanta con l’avvento del turismo di massa. Oggi il turista è sempre più aggiornato e consapevole delle proprie esigenze ed anche in vacanza ricerca dei servizi sempre più personalizzati e volti a migliorare e rendere unica la propria esperienza di viaggio.

 

Purtroppo, l’Italia, come spesso capita, ha scoperto molto tardi questo importante segmento di mercato. Solo negli ultimi dieci anni si è iniziato a parlare di turismo LGBT mentre, già negli anni ’80, se ne parlava negli Stati Uniti. Basti pensare che la IGLTA venne fondata nel 1983 a Fort Lauderdale ed oggi è presente in oltre 80 Paesi con più di 3.000 tra aziende ed istituzioni turistiche associate.

 

Il Turismo LGBT non è solo una potenzialità economica per l’industria turistica di un paese, ma anche un segnale di civiltà ed accoglienza indiscriminata nei confronti di ogni viaggiatore.

 

Come faceva notare il Sottosegretario, nella ricerca da Noi realizzata e presentata durante la scorsa edizione di BIT, l’Italia è attualmente all’ottavo posto come destinazione scelta dai viaggiatori LGBT preceduta però da Francia, Spagna e Germania. Il dato emblematico che emerge dalla ricerca però è che l’Italia risulta essere al primo posto come meta desiderata dai viaggiatori LGBT per poi scendere nella classifica delle mete effettivamente visitate solo all’ottavo.

 

A mio modesto parere sono due i fattori a determinare questa discrepanza: l’immagine di un Paese conservatore e poco tollerante, l’assenza di un offerta turistica LGBT ben organizzata.

 

Sicuramente l’approvazione della Legge sulle Unioni Civili ha aiutato molto a migliorare l’immagine dell’Italia all’estero nei confronti dei viaggiatori LGBT, ma purtroppo non è ancora abbastanza. Per questo condivido appieno l’invito del Direttore di Vogue rivolto a Lei Ministro e che mi sento di estenderlo anche al Governo e a tutti i livelli di amministrazione pubblica locali che si occupano di turismo ovvero che si inizi a ragionare seriamente sulle potenzialità economiche e sociali, ancora inespresse, che questo, così come altri segmenti di turismo, possono avere. C’è bisogno dell’appoggio istituzionale per comunicare di più quanto sia accogliente l’Italia e gli italiani.

 

Investire nel Turismo LGBT non significa rendere l’Italia una destinazione esclusivamente gay. Non mi sembra sia questo il risultato ottenuto da paesi come Spagna, Germania, Grecia, Israele o altri.

 

Investire nel Turismo LGBT significa aiutare il sistema di imprese turistiche italiane e tutto l’indotto ad aumentare il proprio fatturato e a destagionalizzare i flussi turistici. Oggi un turista riesce a raggiungere in poche ore e a costi contenuti destinazioni paradisiache, anche dal punto di vista culturale, per cui l’Italia non può più pensare di poter vivere di rendita grazie a quanto di bello ed unico ha da offrire in termini di paesaggi e monumenti.

 

Un giorno un assessore al turismo della Capitale mi disse che Roma non aveva bisogno di promuoversi dal punto di vista turistico perché aveva il Colosseo che da anni attirava milioni di turisti da tutto il mondo. Non credo affatto che questo oggi sia più sufficiente.

 

Siamo poi in un era caratterizzata dalla sharing economy, che nonostante molti cerchino di combattere, rappresenta sempre più il modo in cui si fruirà in futuro di servizi di ogni genere, anche turistici. Il successo alla base del Travel Sharing ad esempio gira intorno all’esperienza che la fruizione di questi servizi può offrire al turista. Questa è la nuova frontiera con cui si può e si deve, a mio modesto parere, affrontare il turismo oggi.

 

Un paese oggi ha bisogno di creare un offerta turistica ben strutturata fatta anche di modalità di fruizione dei servizi turistici cucite sulle esigenze di ciascun viaggiatore, di un accoglienza indiscriminata e in grado di far sentire ben accolto e a casa propria ogni viaggiatore che sia esso LGBT, mussulmano, ebreo, sportivo, asiatico, celiaco, disabile etc.

 

Se un Paese non è in grado di fare questo rappresenterà per il viaggiatore sempre “la seconda scelta” e mai una meta in cui ritornare.

 

Purtroppo devo constatare, mio malgrado, sia da giovane imprenditore impegnato tra Roma – Milano e San Francisco ed oramai sul mercato da oltre quindi anni sia da rappresentante di un associazione di categoria, che l’Italia ha notevoli potenzialità, anche rispetto al Turismo LGBT, ancora inespresse salvo alcune eccezioni.

 

Turismo LGBT non è soltanto un offerta turistica dedicata al viaggiatore omosessuale, ma anche un progetto di formazione professionale degli addetti ai lavori sulle tematiche del diversity management affinchè una coppia in hotel si possa prendere liberamente per mano.

 

Da ottimista però, amo parlare anche di ciò che funziona. Per fortuna, infatti, ci sono anche molte aziende private ed istituzioni pubbliche che hanno capito l’importanza, non solo economica, ma anche l’impatto socio culturale che il Turismo LGBT può avere sulla società. Molti progetti sono nati e molti stanno per nascere.

 

ENIT, ad esempio, è diventata dallo scorso maggio, Silver Member di IGLTA. A settembre, insieme al Comune di Milano, intraprenderemo un importante azione di comunicazione su un progetto molto importante che la vedrà protagonista del turismo LGBT su scala internazionale.

 

E’ vero l’Italia è bellissima e tutti la sognano, caro Sottosegretario, ma molti sperano anche di “poterla vivere liberamente così come sono” e non dovendosi nascondere per paura di essere discriminati.

 

Nella speranza di un possibile incontro per un confronto costruttivo sull’argomento, RingraziandoVi per la cortese attenzione, porgo Distinti saluti

 

Milano, 10 Luglio 2017

Il Presidente AITGL

Alessio Virgili

#svegliaitalia te lo dice il mondo

igltaQuello che facciamo in Italia, non passa inosservato nel resto del mondo. Molte imprese gigantesche, compagnie aeree, catene alberghiere, attraverso l’IGLTA guardano a quello che accade nella nostra politica, nella società perché questo ha dei riflessi immensi sulla nostra economia.  Ovviamente questo non ha solo valore economico, ma civile, e lo sanno bene coloro che prima di noi hanno combattuto le nostre stesse battaglie. Volevo quindi ringraziare per il messaggio i rappresentanti dell’industria del turismo della Florida, dell’Argentina, della Repubblica Ceca e da tutto il mondo.

Grazie dunque a John Tanzella LoAnn Halden (Communications Director IGLTA), Keith Hickman (Office Manager IGLTA), Toni Reckley (Marketing Assistant IGLTA), Alfredo Ferreyra (Argentina IGLTA Ambassador), Petr Prokopík (IGLTA Czech Republic Ambassador)

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