Dal 2008 a Barcellona ogni anno nel mese di agosto si svolge il Circuit Festival, che riprende il famoso evento americano degli anni ’70, ed è il più importante e grande evento LGBT europeo con oltre 70.000 presenze in due settimane.

Numerose le attrazioni concentrate nelle due settimane: presentazioni di libri a tema, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche LGBT e esposizioni d’arte. Ma anche un circuito di negozi per lo shopping, ristoranti, bar, saune, centri estetici e parrucchieri e palestre convenzionate. Non mancano le serate in discoteca con ospiti internazionali: Illa Fantasia: 24 ore di fila di musica con 60 dj da tutto il mondo in un gigantesco parco acquatico con una media di 12000 partecipanti. 

Il prezzo del Circuit Pass che permette l’accesso a bar, pub, ingressi a serate o sconti per l’alloggio ha un costo di €400 a persona.
Un introito complessivo per la città di Barcellona di 100 Milioni di euro all’anno. 

Eppure Barcellona è una destinazione turistica con il suo appeal senza bisogno di particolari eventi, ma ha deciso di diversificare la propria offerta turistica puntando su più segmenti turistici, tra questi il turismo LGBT che oltre ad un offerta turistica dedicata qui trova una popolazione aperta ed accogliente con leggi a tutela dei reati d’omofobia fino al riconoscimento delle adozioni per le coppie dello stesso sesso.

Molte città spagnole hanno scelto di intercettare anche i turisti gay e questo ha avuto naturalmente un forte effetto positivo sul Pil turistico della città stessa.

L’Italia ancora una volta preferisce ignorare questo segmento turistico pur rinunciando ad un volano economico che potrebbe risolevvare le casse di molte città turistiche del bel Paese.

Chissà se dopo l’approvazione della legge sulle Unioni Civili, che ha migliorato l’immagine dell’Italia all’estero tra la popolazione LGBT, il Paese sarà ora pronto ad investire in questo mercato prima di tutto come segno di civiltà ma poi anche come mero e semplice ritorno economico.